Debora

C’è un’energia che mi porta in quella direzione.
Il desiderio di cambiare il mondo, partendo da qui.

Mi definisco come la fondatrice e la madre del progetto, spesso infatti dico che Gaia Terra è il mio bambino.
Come ogni creatura, il bambino è del mondo. Ed io vivo la questione della sua crescita nella consapevolezza che si evolve grazie agli stimoli e alle influenze che incontra, in modi nuovi e inaspettati rispetto a ciò che pensavo.
Fin da subito ho messo nel progetto tutto ciò che avevo: soldi, conoscenze, contatti.

Oggi è Debora, la fondatrice del progetto, a raccontarci di sé e della sua Visione.

Fin dall’inizio mi sono occupata dell’organizzazione di eventi, cosa che facevo anche prima e che continuo a fare, e della cucina.
Sono la persona che tiene una visione globale dell’ecovillaggio, coordinando i volontari all’interno e coltivando le relazioni con le persone fuori.
La visione, che costruiamo insieme, viene costantemente modificata e influenzata dalle persone, dai diversi desideri e pensieri e io pongo attenzione a tutto questo, in ottica di integrazione.
L’idea del progetto è sorta in me già nel 2006, in cui desideravo già abitare in campagna aprendo ad altre persone il posto in cui avrei vissuto.


Nel tempo l’idea è andata affinandosi, finché nel 2011 ho lasciato il mio lavoro e mi sono messa alla prova chiedendomi se fossi veramente capace di rispettare l’ambiente, di fermarmi e vivere senza soldi, di sviluppare risorse, idee e capacità in altro modo. Ho cercato per molti anni il luogo in campagna dove desideravo ospitare persone che potessero fare percorsi di crescita personale, parlare e praticare ecologismo.
Quando comprai nel 2017 il capannone industriale che oggi è Gaia Terra l’idea di costruire in modo collettivo un ecovillaggio era ormai chiara, dato che già da tre anni prima facevo parte di Rive (Rete italiana dei villaggi ecologici).
Ho contattato un facilitatore che potesse aiutare nella costruzione del gruppo e diverse persone sono venute, si sono fidate, sono rimaste.
L’obiettivo principe, che era quello che fosse un gruppo di persone a portare avanti il progetto e che si parlasse di ecologia, è rimasto lo stesso.
C’era un’energia che mi portava in questa direzione, e ciò che è avvenuto è andato benissimo così. Mi porta avanti con determinazione il desiderio di perseguire il sogno, il sogno di fare un esperimento sociale, cioè provare che c’è un altro modo di vivere, in cui il genere umano si relaziona in maniera diversa, in connessione e nel rispetto dell’ambiente.
C’è anche la presunzione di cambiare il mondo? In effetti sì, e si inizia da qui, da questo piccolo nucleo, per farne un modello espandibile e copiabile.

Dalla visione alla realtà

Come è nata Gaia Terra

L’ascolto mi ha portato a sentire forte il disagio dei tempi odierni e soprattutto della Terra che è la nostra dimora e il nostro nutrimento. Da qui è scattato il desiderio irrefrenabile di fare qualcosa per portare concretamente il cambiamento nella vita delle persone, una visione si è delineata su tutte: costruire un oasi di pace, una comunità che fosse il seme per una società diversa e in contatto con la natura. Eccomi ora a realizzare il PROGETTO GAIA TERRA assieme a coloro che condividono la mia visione. L’avventura è iniziata!

Progetto Gaia Terra
Viaggio in verticale

Esperienza di decrescita di una donna
che decide di tornare alla terra

Libro di Debora Sbaiz

Tutte le immagini sono frutto di visioni collaborative ed i diritti d'uso appartengono alla Comunità "Progetto Gaia Terra APS". 
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