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Metafore Corporee

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Dal flusso alla forma

Sabato 12 ottobre 2019 ore 13.00 – 19.00

Domenica 13 ottobre 2019 ore 10.00 – 14.00

Totale 10 ore di lavoro

MINIMO ISCRITTI: 6

ENTRO QUANDO: 4 ottobre 2019

COSA OFFRE GT: Buffet o rinfresco, esperienza completa di comunità

Un lavoro corporeo che dalla percezione delle strutture anatomiche e dell’ambiente si apre alla danza tra oriente e occidente, attraverso l’improvvisazione e la relazione con il suono e lo spazio.

Esploreremo insieme le diverse qualità ed espressioni dei fluidi che scorrono all’interno del corpo. La rete di comunicazione con noi stessi e con il mondo: nel nutrimento, nell’emozione, nel sentimento, nella presenza, nel movimento continuo e poliritmico, nella vita che fluisce e nella sua possibilità di trasformazione e adattabilità.

Faremo esperienza del dialogo tra flusso e resistenza, tra fluido e membrana,
tra spazialità e direzione nel dare inizio e sostegno al nostro movimento, nell’andare verso o via dal contatto con altri corpi e nello spazio della relazione.
Ritroveremo nel corpo la matrice fluida del nostro scheletro per una dinamica e morbida risposta alla gravità nella caduta e nella protensione.

Faremo un viaggio e tracceremo mappe nel corpo e nello spazio a partire dalla embriologia del nostro sistema scheletrico e dalla “mente” dei fluidi che informa la danza per giungere alla creazione espressiva ed estetica di movimento.

Faremo esperienza con tutto il nostro essere di una relazione profonda con noi stessi e l’ambiente, naturale e urbano, a supporto della pratica creativa e artistica vibrando con la mente dei luoghi, nel dialogo tra dentro e fuori di noi.

Scopriremo come il gesto e il movimento possano essere metafore di pensieri, sensazioni, emozioni e esperienze vissute facendosi espressione evocativa che non esplicita la relazione tra gli eventi,  ma la sottende e lascia così uno spazio di interpretazione e risonanza personale all’osservatore, il testimone della danza.

Esploreremo la forma, la composizione, la qualità, la dinamica del nostro sistema corpo-mente nel suo processo creativo ed evolutivo, con l’ausilio di immagini, tocco e movimento guidato e libero.

Ci porremo in ascolto percettivo affinché dal dialogo tra sensazione e movimento possano emergere personali paesaggi e metafore che informino poi la danza di ciascuno in relazione allo spazio interno, lo spazio esterno, lo spazio della relazione e lo spazio sonoro.

L’obiettivo della pratica proposta è portare ciascun partecipante a percepire il proprio corpo come espressione della propria mente (e viceversa), ad ampliare le proprie capacità percettive e sensoriali, ai fini dell’azione performativa.

Chiederemo al corpo di vibrare e dare vita a una danza che origini da personali paesaggi interiori, e da motivazioni all’agire suscitate sia dalle memorie delle nostre strutture corporee sia dagli stimoli provenienti dall’ambiente – in un continuum tra pensiero e azione.

Sarà una pratica che allena l’arte del butoh e dell’improvvisazione, orientata alla composizione istantanea individuale e corale,
e la ricerca di un linguaggio personale e poetico, valorizzando l’unicità della persona nella presenza e nell’intuizione, nella curiosità e nel gioco.

Il laboratorio è rivolto a tutti coloro che vogliono approfondire la ricerca sul corpo contemporaneo in movimento (danzatori, attori, musicisti, educatori, sportivi e body-workers) e sull’arte dell’improvvisazione e dell’azione performativa.